28 febbraio 2007

Giornata drammatica per le borse e per le banche

Oggi sono tutti davanti al pc cercando di capire dove va il mercato, cosa vendere ed eventualmente cosa comprare. Chi come me non ha piattaforme professionali riscontra notevoli problema anche al solo accedere al portafoglio.






Neanche accedere alla pagine degli ETF funziona...



27 febbraio 2007

Che batosta

Che batosta! In una giornata le borse europee hanno perso quasi quanto erano riusciti a guadagnare in due mesi. Le vendite si sono abbattuti su tutti i titoli e quindi gli ETF, che replicano esattamente l'andamento dei mercati, hanno subito un tracollo esattamente in linea coi mercati. Uno dei pregi degli ETF, come sappiamo, a volte diventa un difetto.
Rimane al solito da dimostrare quanti degli operatori di mercato oggi siano riusciti effettivamente a non avere un -3% sui loro portafogli.

Domani, sperando che gli aggiornamenti di Yahoo! Finanza riprendano, verrà ripubblicato l'"ETF Yale Portfolio" virtuale aperto ormai quasi un anno fa.

19 febbraio 2007

Nuovi ETF su SPMIB

Deutsche Bank quota i primi ETF in Borsa Italiana, tra cui il secondo fondo-clone che si basa sul S&P/MIB. Gli altri ETF si basano sui seguenti indici: SMI, DJ Euro Stoxx50, MSCI USA TRN, MSCI Japan TRN, MSCI Europe TRN e MSCI World TRN. I nuovi ETF hanno un costo commissionale dello 0,30% escluso lo DJ Euro Stoxx50 che costa lo 0,15%.

13 febbraio 2007

Portafoglio "Yale" in ETF

Mesi fa lessi un interessante intervista a David Swensen, responsabile degli investimenti Yale University che gestisce con assoluto profitto e con la invidiabile media del +16% all'anno per 20 anni ininterrotti. Decisi di crearmi un portafoglio virtuale accogliendo i suoi suggerimenti che possono essere così riassunti:

  1. evitare i fondi comuni di investimento, ricchi di conflitti di interesse
  2. usare solo ETF o fondi indicizzati
  3. stare alla larga anche da Hedge Fund, ripieni di costi
Consiglia anche un portafoglio buono per tutte le stagioni così composto:

  1. 25-30% in azioni del proprio paese
  2. 25-30% in azioni di borse estere evolute
  3. 5-10% sui paesi emergenti
  4. 5-10% in titoli di stato di alta qualità e a reddito fisso
  5. 5-10% in titoli di stato indicizzati all'inflazione
  6. 10-20% in veicoli immobiliari quali i Reit's americani
Con un portafoglio così composto il fondo di Yale ha sempre ottenuto performance positive, anche nel 2001 (+9,2%) e nel 2002 (+0,7%).

Questo il portafoglio virtuale di 10.000 investito a Marzo 2006 (poco prima del crollo di maggio).



Non siamo ancora arrivati al giro di boa di un anno e l'etf segna +15% circa.

Un interessante articolo su altri "lazy portfolio" lo trovate qui.

12 febbraio 2007

Fondo Marco Polo: parla ancora in lire!

Il fondo pensione Marco Polo nella sua pagina di spiegazione su cos'è e come funziona fa degli esempi sul risparmio fiscale... usando ancora le lire! Incredibile!!


Aggiornamento: la pagina è stata finalmente aggiornata.

TFR, che fare (2) ?

Oggi il profsteblog parla di orde di bancari e assicuratori che cercando di convincere i dipendenti a passare ai fondi pensione. Beh, qui c'è già uno sbaglio di fondo, perché bancari e assicuratori spingono in prima istanza per i PIP, dove di polli però ce ne sono già tanti. Al limite spingono verso i fondi pensione aperti, giacché quelli chiusi sono Scriveamo gestiti dai sindacati. Beh, come tutti i prodotti questi FPA possono essere buoni o scadenti. Ma ciò di cui si parla soprattutto sono i fondo pensione chiusi o negoziali, che hanno costi bassi (<0,4% la media) e investimento tipicamente prudenti.

Profste scrive che solo i dipendenti di aziende con oltre i 50 dipendenti dovranno fare la scelta, ma in realtà non è così perché tutti dovranno decidere. L'unica differenza è che le aziende con più di 50 dipendenti dovranno "girare" il TFR all'inps, che avrà l'onere di gestirlo. Ma modalità di uso rimangono le stesse.

Si parla che il TFR ha un rendimento garantito pari all'inflazione come grande vantaggio. Ma come grandissimo vantaggio dell'usare un fondo pensione negoziale (chiuso cioè di categoria) è che il datore di lavoro dovrà versare non solo il TFR ma anche una quota pari a quella che versa volontariamente il dipendente, fino ad un massimo del 1,5% del reddito lordo. Ciò si traduce, come calcola l'aduc, in un rendimento annuale del 10% confrontato con il TFR lasciato in azienda. Non mi pare poco. ("ll contributo del datore di lavoro rappresenta mediamente il 10-15% del TFR. Si tratta di un importo cosi' significativo che qualunque disquisizione sull'ipotetico rendimento del TFR mantenuto in azienda e quello dei fondi pensione perde di significato"). E, altro grande vantaggio, sta nella tassazione, aspetto comunque rilevante. Il TFR è tassato come IRPEF, quindi potenzialmente anche al 43%, mentre il fondo pensione è tassato al massimo al 15% per scendere con gli anni al 9%.

Certo, nel fondo del post è scritto che ognuno si dovrebbe ben documentare. Ma molti lettori dando credito al post, ed essendo il blog profste un serio blog di finanza, potrebbero essere indotti a non informarsi adeguatamente perdendo magari una discreta opportunità per la gestione del loro futuro.

06 febbraio 2007

Quanto durerà il rialzo?

Bellissimo post del profsteblog su quanto durerà il rialzo in corso e sulle differenze tra oggi e il 2001.

02 febbraio 2007

Vinci 25 Euro di musica su iTunes aprendo un conto Fineco


Aprite un conto Fineco con il codice M2856552 e voi vincerete 25 euro da spendere sul portale di iTunes (e io un iPod Shuffle). Fino al 10 Febbraio. Se lo fate... fate un fischio.

Il fondo pensione perde ma io guadagno: magia?

Il titolo è un po' forzoso ma rende l'idea. Se il mio fondo pensione perde, quindi il valore della quota decrementa, come è possibile che io ci guadagni comunque? La risposta, e la domanda, sempre sul sito dell'ADUC.

TFR che fare?

Se qualcuno volesse avere le idee più chiare sul TFR, ma non si accontenta di quei pochi grafici che forniscono i siti tradizionali consiglio vivamente l'articolo dell'ADUC "Giu' le mani dal TFR": strumentalizzazione politica o argomentazioni tecniche?"