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Come iniziare ad investire con ETF Globale?

Per un nuovo investitore italiano, nuovo con gli investimenti è più opportuno utilizzare un ETF MSCI WORLD , come ad esempio il classico SWDA o MWRD , o optare per MSCI ACWI o addirittura un MSCI ACWI IMI ? Bella domanda, e molto comune per chi parte da zero. Facciamo chiarezza su cosa sono questi indici prima di dare un giudizio. Cosa replicano i tre indici MSCI World: copre circa 1.400–1.500 aziende di 23 paesi sviluppati. Esclude completamente i mercati emergenti (Cina, India , Brasile, ecc.). Pesa circa il 70% sugli USA. MSCI ACWI: (All Country World Index) aggiunge ai paesi sviluppati anche 24 mercati emergenti, arrivando a circa 2.800 aziende. Gli emergenti pesano circa il 10–12% del totale. È sostanzialmente "MSCI World + Emerging Markets". MSCI ACWI IMI: (Investable Market Index) è il più completo: oltre a tutto l'ACWI, include anche le small cap di tutti i paesi, arrivando a circa 9.000 aziende. Copre circa il 99% della capitalizzazione mon...

ETF? Sempre più complessi e opachi

Il successo degli ETF è stato innanzitutto dovuto alla loro semplicità e al loro basso costo. Ma ormai il mercato italiano di ETF, prima composto da semplici fondi passivi di noti indici di borsa, si è riempito di ETF sempre più complessi e con meccanismi di regolazione via via più opachi. Il commissario della Consob Vittorio Conti arriva perfino a consigliare di vietare alcuni ETF giacché "la mutazione genetica che è avvenuta in questi anni ha fatto degli Etf prodotti complessi e con influenze potenziali sulla stabilità dei mercati" Continua a leggere

Etf sempre più opachi: giro di vite in arrivo?

Un giro di vite sugli Etf, fino ad arrivare a vietare (o limitare) l'accesso del piccolo risparmiatore alle versioni più complesse. È questo l'obiettivo del l'Esma (European Securities and Market Authority), l'organismo continentale di controllo. Secondo quanto risulta al «Sole 24 Ore», l'Authority ha infatti già pronta una bozza preliminare di nuove regole da mettere in consultazione sul mercato. L'obiettivo è di porre un argine e di regolamentare meglio un mercato che in Europa ormai vale 318 miliardi di dollari e che ha già destato l'allarme del Financial Stability Board presieduto da Mario Draghi. Argine che potrebbe anche spingersi fino allo stop – almeno parziale e limitato alle versioni più "hard" di Etf – per i risparmiatori. Continua a leggere sul IlSole24Ore

Un portafoglio a prova di inflazione

Come difendersi dalla crescente inflazione? Nel report di oggi concentriamo la nostra attenzione su 5 grandi aziende multinazionali ad alto dividendo e due ETF che hanno già dimostrato nel passato particolare forza in scenari macroenomici simili a quello attuale, e che sono oggi da considerare per l’inserimento in un portafoglio diversificato che punti ad una maggiore difesa in caso di aumenti superiori dell’inflazione. Continua a leggere

Win For Life o Superenalotto

Si è parlato tempo fa della super vincita al SuperEnalotto, numeri che fanno sognare tutti quanti. Ma quale gioco è più remunerativo per il giocatore tra SuperEnalotto e Win For Life ? Ecco i numeri. La percentuale di pay-out del Superenalotto , ovvero quanto viene distribuito ai giocatori sotto forma di vincite e premi, è al di sotto del 35%, mentre la tassazione si aggira attorno al 55%. Il restante viene diviso tra il concessionario (circa il 3,5%) e il punto di vendita (8%). Numeri diversi per WinForLife , dove le percentuali si ribaltano: il payout è di circa il 65%, mentre la tassazione, circa il 23%, viene tutta devoluta alla ricostruzione dell'Abruzzo. E le probabilità di vincita? In Winforlife, per fare 10 o zero abbiamo 1 probabilità su 185.000, mentre per vincere il super premio WFL, ovvero fare 10+numerone, la probabilità è 20 volte più piccola, 1 su 3.695.120; per vincere il premio più alto del Superenalotto le probabilità scendono ulteriormente ad 1 su 622...

Fon.Te accorpa anche Marco Polo e decolla il polo previdenziale del terziario

Dal primo gennaio scorso Fon.Te è di fatto il fondo pensione di riferimento del settore terziario. Diventa infatti esecutivo l’accordo sigliato dal Cda del fondo e da quello di Marco Polo, secondo cui gli iscritti a quest’ultimo fondo pensione confluiranno in Fon.Te: chi aveva già aderito al 31/12 scorso a partire dal primo marzo prossimo, mentre i lavoratori del settore che decidono di iscriversi al proprio fondo di categoria lo faranno direttamente a Fon.Te. continua a leggere

La crisi greca spinge gli ETF obbligazionari più affidabili

Il perpetrarsi della crisi greca e le ripercussioni sulle borse europee ha indotto molti investitori a indirizzarsi verso prodotti più affidabili e sicuri. In evidenza l'ETF obbligazionario "Lyxor Etf EuroMTS AAA Government Bond", che permette di investire esclusivamente in quei titoli di stato dell'area Euro che hanno ricevuto il massimo livello di affidabilità (AAA) da tutte le tre società di rating internazionali: Moody's, S&P, Fitch. Questo fondo ha visto crescere il proprio patrimonio di oltre 80 milioni di euro nel giro di pochi giorni.

Ci hanno scippato il TFR?

Nell’ambito della legge finanziaria, votata in seconda lettura dalla Camera, il Governo ha inserito una norma che consente di usare le risorse del Fondo Tesoro, gestito dall’Inps, per finanziare il patto per la salute stipulato con le Regioni. Ciò ha suscitato delle critiche strumentali da parte delle opposizioni con l’accusa rivolta all’esecutivo di mettere a rischio il tfr dei lavoratori. Come stanno invece le cose? Continua a leggere su libertiamo.it

ETF col paracadute

La recente correzione degli indici di borsa e le modeste previsioni di crescita per il 2010 rendono gli investitori incerti sui destini dei mercati azionari. Anche se i listini chiuderanno il 2010 in rialzo, non mancheranno le sorprese. L’eccessivo ottimismo sui principali indicatori macroeconomici potrebbe infatti innescare delle correzioni, seppur di breve durata. Quindi sarebbe opportuno investire sì nei mercati azionari, ma con cautela, magari proteggendosi da eventuali temporanei ribassi. A questo scopo esistono tre fondi indice definibili come strutturati, emessi da Lyxor, che potrebbero adattarsi al clima d’incertezza. Si tratta di prodotti il cui prezzo incorpora l’indice azionario e il costo di un derivato che ha lo scopo di proteggere il titolo dai ribassi senza alcuna finalità speculativa. Continua a leggere.

Portafoglio ETF bilanciato ADUC30

da investire.aduc.it di Alessandro Pedone Alcuni lettori ci hanno chiesto aggiornamenti su un articolo che pubblicammo a Gennaio del 2008 dal titolo " Fare meglio (anche MOLTO meglio) del risparmio gestito e' piu' semplice di quello che si pensa " In quell'articolo evidenziavo come seguendo il decalogo per investitori finanziari non esperti si riesca con estrema semplicità a fare meglio (anche molto meglio) della media dei fondi comuni d'investimento (i quali sono, a loro volta, "il meglio"... si fa per dire... di ciò che offre l'industria del risparmio gestito). Quell'articolo si concludeva con un esempio di portafoglio semplicissimo, composto da due soli titoli: un CCT ed un ETF azionario scelto essenzialmente per la sua ampia diversificazione. Continua a leggere.

Etf strutturati? Meglio starne alla larga

Sono finiti sotto accusa gli Etf che usano swap (operazioni che consistono nello scambio tra il rendimento del patrimonio investito e quello dell’indice), anziché investire nei titoli che compongono il paniere di riferimento, e tutti gli Etf “strutturati”, ossia quelli che impiegano strumenti derivati. L’accusa è di opacità ed è un’accusa pesante, dal momento che uno dei fattori di successo dei replicanti è proprio la trasparenza. A lanciare l’allarme lo scorso gennaio è stato Paul Justice, strategist di Morningstar (vedi l'articolo sul sito Morningstar.com ). A distanza di qualche mese gli ha fatto eco l’associazione di tutela degli investitori North America securities administration, che li ha inseriti in una sorta di lista nera degli strumenti finanziari, giustificando la decisione con il fatto che sono offerti agli investitori retail che potrebbero non essere pienamente consapevoli dei rischi che corrono. E in precedenza anche l’autorità di vigilanza su Wall Street, la Sec, ha ...

ETF USA a bassa emissione di CO2

Il tema degli investimenti sostenibili, nello specifico dell'abbassamento delle emissioni di carbonio, è caro non solo ai leader del G8, ma anche agli emittenti di Etf, grazie alla crescente disponibilità di indici focalizzati sulle aziende che si dimostrano più rispettose dell'ambiente. Deutsche Bank è il secondo gestore, dopo Bnp Paribas, ad aver lanciato un Etf legato a un sì fatto benchmark, nella seconda decade di luglio: il db x-trackers S&P U.S. Carbon Efficient Etf (Isin: Lu0411076002). Il fondo, armonizzato Ucits III, ha un costo totale annuo dello 0,50% e capitalizza i dividendi. È quotato in euro nella Borsa tedesca (con codice Xgrc), in sterline e in dollari nella Borsa di Londra (i rispettivi codici di negoziazione sono Xgrc e Xgrd). L'indice di riferimento S&P U.S. Carbon Efficient (Spgrcuut) è calcolato in dollari e sviluppato da Standard & Poor's, che si avvale di una metodologia proprietaria di Trucost Plc per la selezione dei suoi component...

Etf Mercati Emergenti e BRIC

La borsa dello Sri Lanka guida la volata delle performance mondiali (in dollari) nell’anno in corso con il +66,48%, con il Pakistan maglia nera a +5,69%. La Lituania è quella che perde di più negli ultimi 12 mesi, con il -64,94%, mentre lo Sri Lanka è, anche su un anno, la miglior borsa del lotto pur perdendo lo 0,86%. Il Perù straccia invece tutti sulla distanza dei tre anni con un confortevolissimo +134,72%, agli antipodi dalla fredda Estonia che sullo stesso periodo sta cedendo il 58,49%, fanalino di coda. I 4 paesi del Bric, i più importanti, hanno più di un Etf a rappresentarli e con loro, da qualche tempo, sono quotati anche alcuni Etf in Sud Africa, Tailandia, Turchia, e Malesia. Continua a leggere

ETF, un successo continuo

Per gli Etf il successo è crescente. Secondo uno studio di iShares il settore degli Exchange traded fund , strumenti simili ai fondi di investimento ma che a differenza di questi sono quotati in Borsa , è in forte crescita e negli ultimi 12 mesi il turnover di Etf in Europa è più che raddoppiato crescendo del 120%. Secondo la ricerca effettuata da iShares nel complesso l’intermediazione di questi strumenti di investimento è salita al 10,8% del totale dell’intermediazione sui mercati azionari dal 2,8% del giugno 2008, un quadruplicazione in un anno che da la misura dell’interesse che si sta concentrando sugli Etf . Tra quelli in euro i preferiti in assoluto sono la categoria dei nazionali, che replicano l’andamento di un indice azionario nazionale ( Piazza Affari , Francoforte, City Londra, Wall Street ) con una quota del totale al 27,8%, mentre quelli regionali, che replicano l’andamento di più indici di macro aree geografiche, p.e. Est Asia, Est Europa , Africa, rappresentano il 13...

ETF, i preferiti strumenti di investimento

La grande maggioranza degli investitori sia istituzionali che privati, si ritiene molto soddisfatta degli etf in portafoglio. La preferenza è per gli equity, ma in aumento anche gli strumenti obbligazionari. Rispetto ai futures, gli etf offrono tutta una serie di vantaggi, che li porta ad essere preferiti dal pubblico sottoscrittore. La ricerca mostra come sia in termini di liquidità, che per trasparenza e costi, gli etf ed i futures siano gli strumenti preferiti dagli investitori come fondi connessi ad indici. Continua a leggere.

Portafogli ETF: due esempi, prudente e aggressivo

Molti che si avvicinano per la prima volta alla finanza e agli ETF si chiedono come è possibile comporre un portafoglio ETF che risponda alle loro esigenze. Purtroppo non può esistere un "portafoglio universale": è possibile però costruire dei modelli di portafoglio che possano andare bene per categorie di utenti, prudenti e più aggressivi. Il sito Bluerating.com ci propone due portafogli: un portafoglio prudente e un portafoglio più aggressivo. Continua a leggere.

Tornano Gordon Gekko e "Wall Street"

Secondo vari organi di informazione Oliver Stone e Michael Douglas avrebbero raggiunto un accordo con la 20th Century Foxper girare il sequel di Wall Street, il film che nel 1987 ha raccontato il mondo della finanza negli anni ottanta, ricca di avidità, yuppismo e giovani rampanti finanzieri. Il titolo del dovrebbe essere "Money never sleeps". Grazie al film Michael Douglas vinse l'oscar come migliore attore.